Santo Stefano tra mare, tramonti e presepi 

L’evasione Verso impervie strade 

Di solitudine. 

Appisolarsi in questo tepore invernale 

In una casa che sfiori

Pochi istanti, pochi attimi

Quando il tempo non ti lascia respiro.

E lo vorresti sprecare, 

Tra l’incertezza e la titubanza,

Tra la gioia frivola ed effervescente 

E piccoli granelli di sorrisi

Che racchiudono ogni essenza.

Ti manca ma la respingi,

Forse non sai più contemplarla?

Cosa ami e a cosa tendi? 

In una storia che si dispiega sempre diversa, 

Sempre attraverso imprevisti turbinii:

Il viaggio umile d’un eroe celato, 

Le partenze su raggi di luce frammentata,

I ritorni insperati d’una percezione divisa, 

Senza un’origine, senza un’identità.

Dov’è il vero protagonista della storia? 

Il vincitore delle battaglie è disperso,

Girovago tra improbabili danze e

I fumi d’un alcol non assaporato.

La decadenza della lettura,

L’emergere della visualità nello scorrere

Tra un detto, una notizia, un estratto, 

Ma mai nulla di concreto.

Li saprai ricollegare? 

Assaggia l’intrigata bellezza della poesia…

Mai posata, mai acquietata. 

Verso imperdibili…

Saliamo, 

Volando impercettibilmente 

Su quell’etereo spazio in equilibrio. 

Tra un pensiero funesto

E una goccia di felicità.

Nel valico che si spalanca 

Oltre queste montagne

Lungo un ricolmo fiume,

Che inevitabilmente non può che giungere

Al suo mare, al nostro mare.

Siamo due isole,

Illuminate,

Chi dannata,

Chi benedetta.

Nessuna appieno assaporata.

Eppure quel mare posto innanzi

Non è un ostacolo, 

Alcuna barriera si frappone. 

Tutto si liquefa e fonde

Spargendosi in questo mare, 

Il nostro mare.

Ma l’amore è come l’onda 

Della speranza,

Infrangibile, 

Inesplicabile,

Ineguagliabile.

Cavalchiamo su di essa, 

Tendendosi le braccia, 

Tendendo le mani 

Verso impensabili fulgide stelle…